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Imparare a capire il gatto

28 aprile 2010

Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro. Leonardo da Vinci

cuccioli norvegesi a Roma

Blue Lynx Andre Agassi

Chiunque conosca i gatti sa che ogni esemplare ha un suo carattere. I gatti – adulti e cuccioli – hanno atteggiamenti estremamente vari nei confronti degli uomini; anche i piccoli provenienti dalla stessa cucciolata possono essere diversissimi tra loro. Se li si osserva, si può notare uno che sta dietro al divano, uno che si arrampica sulla gamba dei pantaloni, uno che tiene la testa saldamente incastrata in una scatola di fazzoletti di carta, due che si rincorrono dietro le tende. Tutti stanno facendo esperienza dello stesso ambiente e dello stesso contatto sociale, ma la risposta di ognuno è influenzata dal proprio, unico carattere.

Il carattere di un gatto è costituito da componenti genetiche e ambientali. I geni “programmano” un individuo in modo che reagisca in un determinato modo in particolari circostanze. Le esperienze di vita determinano la manifestazione reale di quel comportamento e la sua intensità. Il periodo più importante per lo sviluppo comportamentale ed emotivo ha luogo tra le due e le sette settimane di vita. In questo lasso di tempo, chiamato periodo sensibile, un’esposizione positiva agli uomini e alle altre specie spinge il micino a formare legami sociali. Gli studi condotti sulle prime settimane di vita sono arrivati alla conclusione che essere maneggiati da un certo numero di persone durante il periodo sensibile tenderà a far aumentare la socievolezza del gattino nei confronti degli uomini.

Il gioco interattivo con i fratelli ha un ruolo preciso nello sviluppo delle future capacità sociali. Anche i gattini solitari sviluppano legami, ma in genere sono più lenti rispetto ai fratelli allevati normalmente. Inoltre, durante la lotta non imparano a trattenersi se al posto dei fratelli hanno le vostre mani. Un essere umano non è in grado di insegnare al pari di un altro gattino il limite accettabile della forza fisica. Morsi e graffi non inibiti possono portare facilmente a etichettare un individuo come “aggressivo”, mentre in realtà le sue azioni turbolente sono il solo modo che conosce per scherzare.

Tratto da Cat detective di Vicky Halls, veterinaria comportamentalista, che descrive il proprio lavoro “come l’interpretazione artistica della terapia comportamentale applicata ai gatti”

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2 commenti leave one →
  1. 7 maggio 2010 08:03

    Complimenti un bellissimo sito con dei suggerimenti molto molto interessanti…..
    i vikjngs ringraziano.

    • 8 maggio 2010 07:00

      Grazie mille signora Maria Teresa ! Mi sento davvero onorata della sua presenza e dei suoi complimenti sul sito.

      La nascita di “Cuccioli Norvegesi” è stata dettata dalla passione e dall’amore che nutro per questi splendidi animali, con la speranza di riuscire a trasmettere argomenti o suggerimenti che si distinguano dai contenuti, che solitamente si trovano sul web. Spesso infatti Internet si è dimostrato un veicolatore di “leggende metropolitane” e luoghi comuni, che sono all’antitesi dei grandi vantaggi che il mondo multimediale ci offre.

      Sarà sempre la benvenuta sulle nostre pagine e ci farà cosa gradita poter avere qualche “news”, qualche suggerimento o un suo ricordo che la sua più che ventennale esperienza le suggerisce.

      Buon lavoro !

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