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I norvegesi ambra. Analisi critica delle ipotesi trattate: che cos’è che l’ambra non è ?

4 ottobre 2010

The Norwegians amber. Critical analysis of hypotheses addressed: What is amber?


Snorre von der Gehlen Bieke

Snorre von der Gehlen Bieke

I colori vietati dallo standard hanno rapidamente avuto il vento in poppa per spiegare il fenomeno del Colore X. Gli allevatori di Norvegesi non erano abituati a questi colori e dunque per forza capaci di fare la distinzione. In più la selezione degli anni ’90 si è rivolta verso l’accentuazione del tipo con dei Norvegesi “orientalizzati”. Assistendo all’emergere del Colore X, non c’era che un passo da effettuare per sospettare degli accoppiamenti clandestini con delle razze orientali la cui riserva di colori è impressionante ! Senza dubbio c’era anche una mancanza di motivazione e di mezzi, per trovare una spiegazione plausibile. Tutto questo permette di spiegare questa espansione di ipotesi i cui fondamenti scientifici sono talvolta non realisti.

I Norvegesi ambra sono squama di tartaruga ?

Nel 1992, alcuni pensavano che i primi Colori X fossero torbie e che uno dei padri fosse stato accidentalmente rosso. Ma il fatto che la ripartizione delle zone arancio corrisponde strettamente alle regioni agouti è inquietante e non corrisponde ai mantelli squama classici. Alcuni maschi squama sono conosciuti, ma quasi sistematicamente sterili, cosa che non era Wildwood’s Imer. L’allele arancio non era presente nella cucciolata che l’ha visto nascere e Imer non si è riprodotto come un gatto rosso, cosa che respinge le ipotesi di chimerismo e di mutazione spontanea somatica dell’allele XO. In più, il carattere è trasmesso indipendentemente dal cromosoma X e numerose vestigi eumelaniqche attestano il suo statuto geneticamente nero (e non arancio), cosa che esclude una translocazione del locus arancio su di un altro cromosoma. L’esplosione delle nascite del Colore X che ha seguito, ha definitivamente fatto cadere questa ipotesi.

Si tratta di rufismo ?

L’ipotesi fu avvicinata, ma rapidamente abbandonata. Diffuso in tutte le razze, allevatori e giudici internazionali hanno escluso questa possibilità assistendo all’evoluzione del colore. In più il fatto notevole che caratterizza il pelo ambra è la lunghezza della radice fulva (cfr. analisi microscopica) più che il suo colore, mentre il rufismo corrisponde a delle variazioni di tinta della feomelanina, che va dal giallo grigio al marrone rosso.  L’ambra interessa solamente una linea di Norvegese, con una evoluzione sistematicamente identica ed un determinismo monogenico e recessivo. Questo colore non ha definitivamnete niente a che vedere con il rufismo poligenico, difetto molto diffuso nel Norvegese, per il quale non è stata fatta alcuna selezione sul colore e la cui evoluzione in un gatto non è paragonabile a quella dell’ambra.

Ipotesi dell’allele cioccolato

All’età di un anno, Imer e Iros sono stati registrati rispettivamente come lilac e cioccolato: la recessività di questo allele concordava con le osservazioni del terreno e dei Persiani o degli orientali avrebbero potuto infiltrarsi nella razza a partire dai novizi antenati di Babuschka. Tuttavia questa ipotesi manca di realismo poichè il fenotipo ambra e la sua evoluzione non ricorda in niente il colore cioccolato, che sia presso l’adulto o il cucciolo e non spiega in nulla le osservazioni microscopiche. L’ipotesi ebbe la sua ora di gloria fino al 1998, data alla quale i matrimoni-test hanno messo fine all’era del Norvegese cioccolato. Ci si può anche chiedere come i giudici dell’epoca non conoscessero il colore cioccolato e non abbiano fatto prima la distinzione con il Norvegese ambra.

Ipotesi dell’allele cinnamon

E’ nel 1998 che l’ipotesi del cinnamon è stata apertamente emessa. Furono trovate delle similitudini interessanti con i colori cinnamon e fawn dell’Abissino. Le prime analisi microscopiche sono venute a confermare le impressioni macroscopiche. In più, il cinnamon è recessivo e il sangue del Somali scorre verosimilmente nelle vene di alcuni Norvegesi attuali e avrebbe potuto apportare l’allele cinnamon simultaneamente a quello ticked. I gatti ambra presentano dei peli scuri nella linea dorsale e la coda che avrebbero potuto ricordare le vestigia del ticked.

Comunque queste vestigia esistono anche sui mantelli ambra tabby non ticked mentre il ticked dominante non si esprime mai simultaneamente ad un altro motivo tabby. In più il mantello cinnamon non subisce la stessa evoluzione e non ha alcun pelo o altra vestigia scura (cuscinetti, tartufo, contorno degli occhi …). L’ambra non presenta inoltre la tinta del cinnamon, più cupa secondo il mio parere e senza riflesso metallico. Infine, Babuschka, madre dell’ambra, non ha alcun antenato ticked e i suoi antenati non sono imparentati direttamente con qualche discendente ticked. I matrimoni tests poi lo screening genetico hanno definitivamente lasciato questa ipotesi nel dimenticatoio.

L’ambra è simile al golden shaded?

Anche se alcune caratteristiche del mantello e le analisi microscopiche concordano in parte, il fenotipo golden shaded del Persiano non è mai stato descritto e l’allele Wb è teoricamente assente dal pool genetico del Gatto Norvegese delle Foreste. Questo allele è dominante (a penetrazione variabile) mentre l’allele ambra è recessivo. In più i gatti golden shaded hanno un tartufo cerchiato di un bordo nero, assente nell’ambra tabby. Inoltre, i mantelli ambra silver e smoke eistono, ma non assomigliano in nulla al silver shaded o al chinchilla. L’esistenza del mantello ambra unito è oggi confermata, cosa che invalida ancora l’ipotesi Widebanding che non si esprime altro che su i mantelli tabby !

Quest’ultimo argomento interpella e scarta ugualmente il fatto che possa trattarsi di black tabby dai colori molto caldi, come alcuni allevatori hanno proposto. In effetti, come parlare di black TABBY caldo su degli individui che portano cuscinetti uniti ? Del resto questo fenotipo “caldo” è legato a dei poligeni, determinismo genetico differente da quello dell’ambra.

Dei giudici consigliarono S. Erikers di registrare di nuovo i cuccioli Imer e Iros come golden tabby all’età di 4 mesi. In seguito altri hanno riconsiderato questa ipotesi come la più probabile. E’ tuttavia difficile da analizzare, dipendendo la difficoltà dal quadro molto fluido e mal delimitato di questo colore: il complesso “golden” è infatti molto vasto ed il suo supporto genetico probabilmente mutiplo e ancora sconosciuto. Il tartufo potrebbe essere un criterio distintivo: nelle tinte golden (non shaded), alcuni gatti hanno un tartufo color rosso mattone e cerchiato da una cornice eumelanica, altri un tartufo rosa senza cornice. Nonostante ciò tutti sono registrati come golden tabby. Nel Norvegese, i primi sono detti black tabby caldi o per abuso del linguaggio golden tabby (dovuto ai poligeni senza widebanding) e i secondi sono detti ambra. Perchè questo colore “golden dal tartufo rosa” osservato in altre razze non sarebbe geneticamente vicino all’ambra del Norvegese ?

L’ipotesi del caramel

Alla fine del 2001, Madsen propose l’allele modificatore della diluizione per spiegare l’ambra. Infatti l’allele Dm è dominante ma non si esprime che in un gatto diluito. Ora l’allele della diluizione è recessivo, cosa che può spiegare perchè la trasmissione del colore sembrava recessiva. In più, l’espressione di Dm non è conosciuta presso le razze orientali a pelo corto, cosa che avrebbe potuto essere utilizzata a torto per “orientalizzare” il tipo dello Skogkatt negli anni ’90. Nel Norvegese, il fenotipo avrebbe potuto esprimersi differentemente a causa dei peli lunghi.

Se per Madsen, l’ambra si avvicina per certi aspetti al caramel (riflessi metallici, colore dei cuscinetti, evoluzione della tinta), per altri i Norvegesi ambra non richiamano in nulla il caramel (Gullaud) o solamente i mantelli ambra diluiti (Fiedler). Questa ipotesi non costituisce dunque l’unanimità e lascia numerose domande senza risposta.

(1) Come spiegare l’esistenza del colore ambra non diluito quando l’allele Dm svolge la sua azione solamente sui mantelli diluiti ?

(2) Come spiegare che si faccia così facilmente la differenza tra i colori ambra e ambra chiaro quando è molto difficile fare la differenza tra le varie sfumature di caramel ?

(3) Come spiegare l’epistasi del pigmento arancio sull’ambra quando il modificatore di diluizione trasforma il crema in albicocca ?

In ogni caso, se l’allele in causa fosse Dm, l’ambra sarebbe apparso molto più presto. Infatti Isis e Froy Sparetta erano blue tabby e portavano l’allele visto che lo hanno trasmesso.  Essendo l’allele Dm dominante, queste due gatte non avrebbero dovuto essere blue tabby ma … ambra tabby !

Nuova mutazione nel locus Agouti?

Oltre al colore fulvo, l’apparenza tabby di tutti i gatti ambra, le confusioni tra cuccioli ambra unito e  black tabby e le osservazioni microscopiche hanno per molto tempo sconcertato e ciò si sarebbe potuto spiegare con una nuova mutazione al locus Agouti. Tuttavia gli alleli Agouti che danno un “mantello giallo” sono per principio dominanti, in ragione del loro modo d’azione e codificano una proteina agouti normale ma sopraespressa, rendendo questa ipotesi meno probabile. Ciò è tanto più improbabile in quanto le mutazioni gialle al locus Agouti hanno numerosi effetti pleiotropi deleteri associati a questo colore di mantello, cosa che non è mai stata descritta nel Norvegese ambra. Questa ipotesi è stata definitivamente scartata dallo screening genetico.

Traduzione di Francesca Barenghi dai testi del veterinario Marc Peterschnitt.

Si ringrazia vivamente l’amico Marc Peterschnitt per la concessione ad utilizzare le notizie scientifiche contenute nel nostro testo.

Per ogni informazione supplementare, rimando al suo sito.

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2 commenti leave one →
  1. 24 ottobre 2010 13:10

    ciao,
    Amber è un gene si chiama “Extension” per questo nel primi anni per NFO,
    questo colore si chiama “X colour”,
    Per il logi scrive E, è un gene recessivo. 🙂

    • 25 ottobre 2010 15:56

      Ciao Agnes,
      ti ringrazio per la tua precisazione. 🙂
      In realtà il problema è che ci sono ancora molte persone che parlano per “sentito dire” e che hanno molti pregiudizi su tutto ciò che è “nuovo”. In questo caso il colore ambra per i norvegesi.
      Purtroppo internet veicola tali notizie ed il fatto che si trovino ripetute sul web, le fa sembrare “vere”. Idee contorte vengono ribadite senza fine, citate e ricitate (magari anche con gli stessi errori di ortografia e sintassi italiana) da persone che non approfondiscono gli argomenti e parlano tanto per dire qualcosa.
      Per questo motivo ho creduto che, pubblicando gli studi del veterinario francese Marc Petrschnitt, specialista dell’ambra, tali pregiudizi potessero finire. Chi meglio di lui, che ha dedicato la sua tesi e che alleva norvegesi, sa cos’è l’ambra ?
      Spero che il tempo ci dia ragione …
      Un caro saluto e a presto !
      Francesca

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