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Crocchette e micotossine. Ma cosa diamo da mangiare al nostro gatto ?

21 gennaio 2011

Croquettes and mycotoxins. But what we feed our cat?

Le crocchette sotto alta sorveglianza. Gli alimenti per cani e gatti sono contaminati da micotossine pericolose per la loro salute ?

Un articolo della rivista “60 Millions de consommateurs” fa il punto sulla questione. A loro la parola.


Gracia de la Quebrada del Yuro

Conoscete le micotossine ? Queste tossine sono prodotte da muffe. Possono svilupparsi sui vegetali prima della raccolta, sui campi, o dopo, al momento dello stoccaggio. Tutto si gioca al livello delle materie prime, poichè, una volta contaminate, non è più possibile tornare indietro. La maggior parte delle micotossine si rivela infatti resistente ai trattamenti abitualmente impiegati nell’agroalimentare.

In materia di alimentazione umana, esistono ormai dei tenori massimali, da non superare. Molte micotossine sono sotto sorveglianza, poichè il loro consumo può essere pericoloso per la salute. Lo stesso accade per l’alimentazione degli animali. In queste condizioni, i nostri cani e gatti, che vengono alimentati con alimenti industriali, non corrono dei rischi ?

Una signora francesce, Anne Charlotte Poncet, allevatrice di persiani, all’inizio del 2006, dopo aver cambiato alimenti, tutte le sue femmine hanno avuto problemi di riproduzione: aborti, infiammazioni dell’utero, cuccioli nati morti … Alla fine la signora fece effettuare una ricerca sulle micotossine ed il laboratorio confermò il suo sospetto: la presenza di zearalenone, una micotossina conosciuta per essere causa di problemi nella riproduzione. Cominciò cosi la “crociata” della signora Poncet contro le micotossine. Partecipò alla creazione di una società, la SNAC (Sécurité norritoure animaux de compagnie), che ha per scopo finanziare delle ricerche sui cibi per animali. In questo modo finora sono stati testati circa una trentina di alimenti per animali.

I risultati confermano per la maggior parte “tenori non trascurabili” di tre famiglie di micotossine: i trichotecenes, di cui il DON, lo zearalenone e le fumosine. I veterinari consultati dalla rivista 60 Millions de consommateurs hanno sistematicamente messo in guardia contro la tendenza degli allevatori di mettere in causa l’alimentazione, mentre spesso sono virus e batteri da imputare all’origine dei problemi. I risultati delle analsi vanno comunque presi con le molle ! Bisogna stare attenti a tirare delle conclusioni frettolose per raccomandare o sconsigliare tale o tale alimento.

Resta il fatto che le analisi hanno fatto luce su circa una trentina di alimenti. Uno dei produttori di alimenti ha dichiarato che la signora Poncet ha dato un calcio su un formicaio, che obbligherà a cambiare qualcosa.

Bisogna allora evitare alimenti contenenti del mais, visto che le fumosine e lo zearalenone non si ritrovano che in questo alimento ? Ma anche il grano, come il riso, l’orzo e l’avena possiede delle micotossine …

E’ auspicabile che i professionisti del settore si interroghino sul posto dei cereali nei cibi per animali.

Per chi avesse voglia di leggere l’articolo completo: http://www.croquettes-chats-chiens.com/60millions.htm




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2 commenti leave one →
  1. Gennaro permalink
    23 gennaio 2011 17:45

    Bell’articolo!
    Ma se dobbiamo evitare tutti questi cibi allora gli unici sicuri sarebbero i Grain free. E purtroppo nessuno garantisce nemmeno questi cibi.
    Ma chi garantisce cosa? Se vogliamo parlare solo della nostra bella Italia, sono centinaia ogni anno le sofisticazioni che i NAS dei carabinieri ritrovano negli alimenti per l’uso umano. Purtroppo ci sono tanti e tanti retroscena anche nell’alimentazione umana e spiace dirlo, i prodotti più passaggi industriali hanno e più si impoveriscono. Allora cosa è sicuro? I cibi freschi? E dove le mettiamo tutte le sostanze chimiche che vengono utilizzate in agricoltura? Dove mettiamo tutte le sostanze proteiche che vengono date agli animli da macello per accrescerli più velocemente?
    Purtroppo i prodotti alimentari negli ultimi anni sono andati via via impoverendosi delle loro preziose sostanze nutritive, e per ottenere tanti bei pomodori rossi tutti uguali tra loro ci perdiamo importanti sostanze nutritive per strada. Dobbiamo cambiare e ce ne stiamo accorgendo. Ogni anno spuntano fuori nuove malattie rare, i reparti oncologici degli ospedali sono sempre più affollati e dobbiamo cercare di fare molto molto di più ancora.
    E per l’alimentazione felina? Beh se quelli visti sopra sono problemi legati all’alimentazione umana, allora non oso immaginare quello che c’è in una crocchetta per gatti. I nostri amici felini spesso ce lo fanno capire, sono schizzinosi per natura, è vero, ma quante volte ci siamo ritrovati un micio che fa la diarrea, o uno che vomita. Non sarà dovuta sempre alla cattiva alimentazione, ma sono cose che fanno pensare.

    • 24 gennaio 2011 10:02

      Grazie Gennaro della tua partecipazione !
      Le tue parole fanno riflettere …
      In realtà era questo anche lo scopo dell’articolo, perchè in definitiva non ci viene suggerita alcuna alternativa ai cibi per gatti grain free. Anche questi ultimi infatti potrebbero creare problemi se, ad esempio, contengono alcuni tipi di conservanti (vedasi intervento dell’allevatrice tedesca Maria Wenig).
      Io credo che la soluzione vada cercata nell’osservare i nostri mici: è vero, come dici tu, che i gatti sono schizzinosi per natura, ma credo anche che sappiano “distinguere” ciò che fa loro bene.
      Prima di offrire loro un cibo, proviamo a leggere e capire le etichette prima di proporglielo. A quel punto sta a loro darci il “loro punto di vista” …
      In questo momento, con i miei gatti, sto “sperimentando” un ottimo prodotto tedesco, nella speranza che sia quello “GIUSTO”.

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