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“Cuccioli norvegesi senza pedigree a 400 euro … ” Ovvero come state per essere imbrogliati !

27 aprile 2011

IC Celia de la Quebrada del Yuro con il piccolo Blue Lynx Dudi Sela

Dopo l’ennesima richiesta di un cucciolo senza pedigree per 400 euro, nonostante io abbia già spiegato in queste pagine l’importanza del pedigree, mi sembra utile ritornare sulla questione.

Se vi proponessero un i Phone per 100 euro, quando sapete che il suo valore è maggiore, non vi viene un dubbio sull’acquisto che state per fare ?
Il telefono potrebbe essere stato rubato, potrebbe avere un difetto, potrebbe essere un “pacco” …
Senza paragonare un norvegese ad un i Phone (anche se per chi fa questo commercio di cuccioli senza pedigree non vi è nessuna differenza, visto che ciò che interessa sono i soldi !), potete capire che vi è qualcosa che non torna, anche perché il pedigree ha un costo che si aggira intorno ai 13-20 euro.

Il pedigree è la carta di identità del gatto, rilasciata da un’associazione felina, dove vedrete scritto quali sono i genitori, i nonni, fino alla quarta generazione.

A cosa serve il pedigree, se è possibile avere un norvegese senza pedigree per 400 euro ?

State attenti a non cadere nel trabocchetto, perché state per essere imbrogliati !

Il pedigree costituisce per voi garanzia che:

– l’allevatore non ha accoppiato due gatti consanguinei (la consanguineità comporta numerose malattie gravi),

– entrambi i genitori sono Norvegesi delle Foreste, ed il cucciolo è frutto di incroci con gatti testati, controllati e vaccinati,

– non vi è stato sfruttamento della mamma, poiché le associazioni che rilasciano i pedigree cercano di controllare la produzione dei cuccioli “in batteria”, con l’ imposizione del limite di tre cucciolate nel corso di due anni.

Spesso queste persone si definiscono “allevatori”, solo perché possiedono un gatto maschio ed un gatto femmina che fanno accoppiare il più spesso possibile (i loro gatti non sono necessariamente entrambi norvegesi. Anche per questo motivo non forniscono il pedigree, perché anche volendo, non potrebbero farlo !), o “allevatori amatoriali”, dove amatoriale è sinonimo di dilettante e dove della parola AMORE è sparita ogni connotazione.

Allevare cuccioli sani nel rispetto della loro salute e di quella delle loro madri: questo può dirsi amore !

Se decidete di ” risparmiare” rivolgendovi a questi “allevatori della domenica” siate almeno coscienti a cosa state andando incontro e quale mercato la vostra richiesta sta alimentando.
Forse tornerete a casa con un gattino che ispira tenerezza, probabilmente di norvegese avrà poco o niente, auguratevi solo che sia sano e che da adulto non abbia qualche “problema caratteriale”…

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4 commenti leave one →
  1. 18 agosto 2011 22:32

    Cara Francesca ahimè purtroppo di individui che cercano il cucciolo a 300/400 euro senza pedigree ce ne sono tanti…questo grazie ai privati e ad alcuni allevatori che danno gatti non sterilizzati…Per i Ragdoll c’è un Club che è molto severo e tra Allevatori ci sono schiaffi e carezze ma ci sono tutti..purtroppo x i Norvegesi non è cosi non c’è tutela…

  2. 30 settembre 2013 22:13

    un cucciolo senza pedigree non dovrebbe essere venduto, al massimo si può chiedere un contributo per le spese mediche avute…
    io ho adottato di recente in gattile una cucciolotta che ricorda molto il norvegese 🙂 è meravigliosa! ovviamente non lo è perchè la madre era un europea doc, probabilmente il padre era un simil norvegese o qualcosa di simile! 😀
    dico questo per consigliare a chi non si potesse permettere un gattino norvegese da un allevamento serio, di dare un occhiata ai gattili, ci sono gatti meravigliosi, risparmierete dei soldi, donerete una casa a questi cuccioli e eviterete di finanziare certi scucciolatori senza scrupoli!
    P.S.
    questa è la mia meravigliosa lince!

  3. Claudia permalink
    30 luglio 2014 08:51

    Io ne sono la prova….
    5 anni fa presi il mio amato silver da una che diceva di essere un’allevatrice, a me del pedigree poco interessava, bene il gatto invece di 3 mesi ne aveva 6, mai stato vaccinato, denutrito….
    Portato a casa lo abbiamo curato ed amato, aveva la terza parpebra perennemente giù e quindi non vedeva le distanze…..
    Dopo solo 5 anni dove davvero lo abbiamo amato come si ama solo un figlio lunedì sera il mio amore peloso è morto a causa da una malformazione gastroesofagea di cui non ci eravamo accorto e che con il passare del tempo è peggiorata fino a farlo stare malissimo…. All’epoca io avevo cercato di fare casino anke con le varie associazioni ma diciamo che ho capito che non mi avrebbe portato da nessuna parte perché si giravano tutti dall’altra parte…
    Io sono la testimonianza di quello detto in questo articolo, dello sciacallaggio che c’è stato, ed io non auguro davvero a nessuno tutto quello che abbiamo passato noi nell’ultimo mese per cercare di curarlo per poi doverlo perdere in questo modo….
    Scusate lo sfogo ma sono capitata su questa pagina per caso e purtroppo ho dovuto dare ragione a tutto ciò che c’era scritto….

    • 30 luglio 2014 20:43

      Cara Claudia,
      Mi dispiace molto per la tua perdita e per tutte le sofferenze che il tuo gattino ha dovuto sopportare.
      Purtroppo spesso ci sono persone che antepongono il loro guadagno di fronte alla salute del cucciolo.
      Queste persone non sono allevatori, non possono essere considerati tali: un allevatore AMA i suoi gatti e dove c’è amore c’è tutto. C’è il rispetto per la loro vita, per le loro esigenze, la salvaguardia della loro salute.
      In cambio un vero allevatore “ricava” l’amore incondizionato dei suoi gatti.
      Così è come la penso io, che posso dirmi allevatrice amatoriale 🙂

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